Cassazione: legittimo il licenziamento a distanza di mesi se motivato da procedimento penale

Con Sentenza n. 10472 del 21 maggio 2015 la Corte di Cassazione interviene in merito alla legittimità del licenziamento per giusta causa notificato al lavoratore a distanza di mesi dal verificarsi degli illeciti.In particolare, la Suprema Corte ha stabilito come sia legittimo il licenziamento per giusta causa effettuato tramite provvedimento espulsivo comunicato al lavoratore a distanza di mesi dal verificarsi dei fatti, qualora detto lasso temporale sia giustificato dai tempi necessari allo svolgimento delle indagini del procedimento penale a carico del lavoratore per i medesimi eventi.

Autonoma organizzazione IRAP: Sentenza

Con Sentenza 29 aprile 2015, n. 8638, la Corte di Cassazione ha fornito chiarimenti in merito agli elementi rilevanti per la verifica dell'autonoma organizzazione ai fini IRAP del professionista.In particolare, secondo i giudici, gli elevati costi sostenuti dal professionista per la ristrutturazione e l'arredo del proprio studio, vanno considerati come inerenti all'attività e pertanto devono essere valutati anche ai fini della citata 'autonoma organizzazione'.

Omesso versamento IVA e 'crisi di liquidità': Cassazione

Con Sentenza 5 maggio 2015, n. 18501, la Corte di Cassazione ha affermato che per giustificare l'omesso versamento IVA non può essere invocata dal contribuente (soggetto attivo) la 'crisi di liquidità'.Secondo i giudici, infatti '…è necessario che siano provati la non imputabilità al contribuente della crisi economica dell'azienda, e la circostanza che detta crisi non potesse essere adeguatamente fronteggiata' altrimenti il contribuente ha l'obbligo di accantonare l'IVA dovuta e di gestire le proprie risorse in modo da far fronte all'obbligazione tributaria.

Definite le modalità di accesso al credito d'imposta per la bonifica di siti inquinati: Decreto

È stato approvato il Decreto 18 maggio 2015, con il quale il MISE ha definito le modalità di presentazione delle domande di accesso al credito d'imposta a favore delle imprese che acquisiscono beni strumentali nuovi per la bonifica e la riconversione industriale dei siti inquinati di interesse nazionale (D.M. 7 agosto 2014).In particolare, per accedere al credito, è necessario che l'acquisizione dei sopraddetti beni sia stata effettuata:a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore del D.L. n.

Voluntary disclosure, circolare Assonime

Con Circolare 19 maggio 2015, n. 16, Assonime, ha chiarito alcuni aspetti sulla procedura di collaborazione volontaria (c.d. voluntary disclosure) per l'emersione ed il rientro di capitali detenuti all'estero.In particolare, il documento in oggetto fornisce alcune precisazioni sui seguenti argomenti: soggetti coobbligati alla regolarizzazione;violazione delle norme in materia di antiriciclaggio;monitoraggio fiscale e compilazione del quadro RW.

Condanna penale per mancato versamento delle ritenute anche se solo per un periodo limitato

In tema di reati fiscali, la Corte di Cassazione ha statuito che rischia comunque una condanna penale l'imprenditore che omette il versamento delle ritenute previdenziali per qualche mese e per un periodo modesto. Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 20571 del 19 maggio 2015, accogliendo il ricorso della procura di Torino, ha precisato che ai fini dell'assoluzione del datore non è sufficiente, da sola, l'esiguità dell'illecito, ma è necessaria la dimostrazione dell'assenza di dolo.

Contributi: il versamento tardivo comporta la sanzione anche se l'Istituto non indica i motivi

In materia di tardivo versamento, la Corte di Cassazione sezione Lavoro ha chiarito che deve considerarsi legittima la pretesa avanzata dall'Inps per le somme e le sanzioni, indipendentemente dal fatto che gli importi risultino come tardivo versamento da quanto indicato sul modello Dm 10.Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n. 10218 del 19 maggio 2015, ha precisato che ai fini dell'applicazione delle sanzioni per tardivo versamento non risulta necessaria l'allegazione dei motivi.

Esclusione dall'imponibile contributivo delle erogazioni per l'incentivo all'esodo

Secondo la Corte di Cassazione vanno escluse dall'imponibile contributivo le somme corrisposte in occasione della cessazione del rapporto lavorativo allo scopo di incentivare l'esodo dei lavoratori, ossia non solo le retribuzioni conseguite con un apposito accordo per l'erogazione dell'incentivazione anteriore alla risoluzione del rapporto, ma tutte le somme con tale finalità. Nello specifico la Suprema Corte, con la Sentenza n.

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